La Compagnia del Beato Antonio

La vitalità del culto del Beato Antonio è testimoniata dall'attività della confraternita o Compagnia che porta il suo nome.

Nata relativamente presto dopo la morte del Beato, sull'onda della sua fama e della sua devozione, è documentata per la prima volta nel 1379.

La confraternita ha sede nella sala capitolare del convento sotto il dormitorio. I fratelli della Compagnia fecero dipingere le pareti della sala con affreschi agli inizi del 1400.

Nel 1616 fu realizzato un altare in gesso con due colonne ed una tela raffigurante la morte del Beato ad opera del pittore senese Rutilio Manetti.

Nel 1708 i fratelli Galgano e Giovanni Vannuccini fecero rinnovare l'altare maggiore della chiesa di Sant'Agostino e qui il 26 aprile 1708 fu solennemente traslato il corpo del Beato.

Nell'archivio della Compagnia si conserveno numerosi documenti che attestano i miracoli del Beato Antonio nel tempo.

Nel 1681 la Compagnia di Monticiano è aggregata alla Compagnia del SS. Sacramento di Siena ed il 2 agosto 1682 viene approvato lo statuto della Compagnia che poi è confermato dal Vescovo di Volterra nel 1737 e nel 1769.

I compiti della Compagnia sono quelli di conservare e sviluppare il culto del Beato Antonio Patrizi, di assistere i confratelli malati o bisognosi e di provvedere ai loro funerali.

Oggi i compiti della Compagnia sono essenzialmente quelli di conservare il culto e la memoria del Beato, di conservare la sua reliquia, di essere un punto di riferimento per le attività culturali a Monticiano e di mantenere la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo in Sant'Agostino.

Si tratta di una compagnia laica alla quale possono partecipare tutti coloro che sono interessati senza distinzioni ideologiche, politiche e sociali.

Nel 1995 è stato redatto un nuovo statuto che ribadisce la centralità di Antonio Patrizi nella storia e la funzione della Compagnia all'interno della società monticianese, per renderla più adeguata ai tempi.